La gioia di fotografare. Una delle cose che mi hanno sempre affascinato fin da ragazzo è il senso di libertà che si prova ad uscire di casa con la macchina fotografica al collo. Le prime foto ho cominciato a scattarle con una signora macchina presa in prestito da mio papà che la utilizzava per fotografare i suoi quadri, una Olympus Om2. Spesso “ mi capitava” di non andare a scuola e così mi incamminavo per i sentieri di Villa Pamphili o per le stradine di Trastevere e mi immergevo in un mondo fatto di contemplazione e ricerca. Scorci caratteristici, persone particolari, colori ed ombre e qualsiasi cosa potesse attirare la mia attenzione di adolescente irrequieto. Su un piccolo quaderno annotavo tempi di esposizione, apertura diaframma, iso della pellicola, a volte sperimentavo a volte scattavo e basta. Mi è’ sempre piaciuto osservare con prospettive diverse la realtà, non perché non mi piaccia, anzi, ma perché osservandola da diverse angolazioni spesso se ne riesce a cogliere la verità intrinseca, quella che sta dietro l’apparenza, che sempre reale è ma che se la guardi in modo diverso a volte riesce a stupirti.

Emozionarsi ed emozionare con le foto

Quello che adoro osservando una fotografia è come solo una foto sia in grado, di riportarti indietro nel tempo associando ai ricordi odori sapori e sensazioni che in qualche modo restano registrate nel nostro io profondo tornando presenti all’istante. Un potere non da poco che non necessita di ipnosi o sedute spiritiche. Imparare a far foto non è difficile, come tutte le cose più le fai e più le sperimenti… e poi bisogna studiare un po’ di teoria che non è troppo complicata , tempi di scatto diaframmi profondità di campo occhio passione ed educazione visiva … direi che sono gli elementi di partenza. Osservare le foto di altri fotografi è già di per se una grande scuola, osservare e riconoscere quelle foto con i nostri occhi nella vita reale è il prossimo passo. Con la fotografia mi sono divertito tanto, ho fatto foto di viaggio, i famosi reportage, foto di studio, in sala posa con modelle bellissime e tanti bambini e famiglie, migliaia di foto tessera per documenti, foto di eventi istituzionali compleanni e concerti, ho lavorato dietro le quinte e sul palco, ma ricorderò sempre il mio primo matrimonio, le gambe mi tremavano dalla paura e la notte non ho dormito sonni tranquilli. Adesso non provo più paura ma profondo rispetto per quello che devo fare prima di uno shooting importante e in fondo in fondo non mi sento mai veramente tranquillo finché non ho terminato il mio lavoro, il bello di essere un fotografo professionista è anche questo, non dare mai niente per scontato.

Foto Smack Studio Roma