Nella fotografia cosi come nella ripresa video, il piacere di catturare la realtà,  cosi come la vediamo, nella maniera più dettagliata possibile, rimane il sogno di ogni operatore.

Non sempre si ha la fortuna di avere uno studio fotografico che adattiamo alle nostre esigenze, ma spesso ci troviamo in ambienti non omogenei come una chiesa per un matrimonio, una discoteca per un compleanno oppure semplicemente a fare una passeggiata per un bosco.

Ogni fonte di luce che incontriamo ha una sua colorazione in base alle radiazioni che emette e nel campo fotografico queste tonalità si definiscono in gradi Kelvin e sono inserite in una scala detta Temperatura di Colore.

Spesso ci siamo trovati a scegliere una lampadina per il nostro salone oppure per la cucina, e spesso leggiamo sul blister luce calda o luce fredda.

Capiamo da soli che se vogliamo una luce più luminosa e intensa , dovremmo scegliere una lampadina a luce fredda e cioè con un valore in gradi kelvin più alto, mentre se vogliamo una luce più rilassante, dovremmo scegliere una lampadina a luce calda e con un valore di gradi kelvin più basso.

L’obiettivo come l’occhio umano

Per ottenere una ripresa più omogenea a quella che vediamo, userò un esempio molto semplice.

Immaginiamo di avere un foglio bianco. Se lo illuminiamo con una luce calda, questo assumerà una colorazione rossastra, se lo illuminiamo con una luce fredda vedremo invece che assumerà una tonalità tendente al blu.

Ma per notare queste dominanti di colore dovremo fare lo sforzo di analizzare il foglio con una particolare attenzione, perché il nostro cervello cercherà di introdurre una sorta di compensazione su ciò che è stato visto dagli occhi, sino a ricondurre l’aspetto del foglio a quanto è  memorizzato nella nostra mente e cioè che un foglio bianco deve avere un colore bianco.

E’ abbastanza ovvio invece che le pellicole e i sensori registreranno l’immagine per quella che è,  con tutte le eventuali dominanti di colore indotte dalla fonte di luce.

Ma se nella nostra fotografia vogliamo che il foglio risulti essere di un bianco candido, dobbiamo fare si che la macchina fotografica o la telecamera facciano lo stesso lavoro del nostro cervello, ed effettuare di conseguenza un “bilanciamento del bianco” che tenga conto delle caratteristiche della luce che lo illumina.

Perciò se vogliamo che la torta alla panna del compleanno di vostro figlio risulti bianca alla luce di una bella lampada di Murano comprata durante il viaggio di nozze a Venezia, ricordate di effettuare il vostro bilanciamento del bianco.

Anche i pasticcieri vi ringrazieranno!

Foto Smack Studio